Gregorio Fogliani intervistato a “Il Potere”, programma televisivo in onda su TeleNord del 11/10/2012

Gregorio Fogliani: Abbiamo iniziato nel 1975, abbiamo iniziato con la ristorazione. Avevamo delle convenzioni dirette con vari Enti pubblici per la pausa pranzo dei propri dipendenti e lì siamo entrati in contatto con numerosi Enti ed Aziende. Alla fine degli anni ’80 sono subentrati i buoni pasto, per cui un utente sceglie il buono pasto e può utilizzarlo in centinaia di locali dove il buono pasto è spendibile. Noi abbiamo pensato che avendo delle location strategiche di esercizi commerciali potevamo farla noi quest’attività., ossia emettere buoni pasto.

Siamo sempre sulla rete genovese?

Gregorio Fogliani: Abbiamo iniziato con la rete genovese, abbiamo iniziato con questa società di buoni pasto nel 1992 e i primi clienti sono state le aziende che erano già convenzionate con noi. Dopodichè abbiamo avuto l’opportunità di avere un cliente come Enel che ancora oggi, dopo 20 anni, è nostro cliente; difatti noi siamo molto legati a questo cliente.
Il secondo cliente importante è stato il Banco di Napoli e poi ci sono stati la Banca d’Italia, Ferrovie, Eni e tutte le altre grosse aziende.

Quindi avete iniziato a viaggiare su una rete nazionale.

Gregorio Fogliani: Questo ci ha dato due opportunità: da una parte di uscire a livello nazionale, dall’altra, avendo questi locali a livello nazionale, di creare una rete di pubblici esercizi che oggi è la prima in Italia.

Siete passati da un’attività in un certo senso produttiva in quanto preparavate il pasto, avevate il locale, ecc. a un’attività intermediaria nella quale voi avete creato più che il pasto, la rete.

Gregorio Fogliani: Credo moltissimo nella rete. Da una parte abbiamo creato la rete, abbiamo rinforzato i locali che gestivamo perché chiaramente abbiamo preso più clienti, e questo ci ha dato l’opportunità di avere una massa di clientela molto ampia che ci ha portato ad iniziare a pensare a come incrementare i servizi da una parte, fidelizzare il cliente dall’altra e come far lavorare di più il pubblico esercizio. Noi oggi abbiamo 120.000 locali food e 30.000 locali convenzionati in tutta Italia non food. Abbiamo circa 1.200.000 clienti in Italia che frequentano abitualmente questi esercizi. Abbiamo avuto un’opportunità che è quella di partire si dal buono pasto, però ci siamo poi evoluti, nel senso che siamo partiti da un buono pasto cartaceo per passare ad un buono pasto smaterializzato fino a una carta multiservizi.

Con questa carta multiservizi cosa si può fare?

Gregorio Fogliani: Su qualsiasi carta di pagamento siamo in grado di caricare il servizio buono pasto, carta di credito o prepagata che sia. Questo dà un grosso vantaggio: il vantaggio, innanzitutto di darti un servizio su uno strumento che hai già e poi quello di essere riconosciuto se ritorni in un esercizio già frequentato.

Questo lo fate solo per quanto riguarda i pasti o anche per altre attività commerciali?

Gregorio Fogliani: Lo facciamo anche per altre attività, ad esempio con le carte prepagate, sia con quelle che emettiamo noi direttamente che con le carte di altri. Noi abbiamo due sistemi, i più grossi oggi in Italia, uno è con Poste Italiane, cioè su tutte le carte delle Poste, degli utenti poste che sono 15 milioni di carte, abbiamo creato la possibilità di caricare il buono pasto elettronico e poi abbiamo fatto il circuito più grosso in Italia, che si chiama Sconti Banco Posta, che è un circuito a livello nazionale che è stato premiato a livello invece internazionale. Pagando con una carta delle Poste Italiane è possibile entrare in un negozio senza presentarsi, basta usare la carta per il pagamento per avere diritto ad uno sconto, che si definisce Cash Back, cioè le restituisce uno sconto sulla stessa carta.

Questo sistema è il sistema del futuro?

Gregorio Fogliani: Assolutamente si. Noi abbiamo all’attivo anche l’ esperienza fatta con gli utenti e gli iscritti della Cisl, per cui si parla di 4,5 milioni di carte connesse ad un circuito loyalty con sistema a punti. Oggi, come i supermercati, fanno tutti i sistemi a punti. Questo è il primo sistema innovativo con Cash Back: l’utente può scegliere, con il nostro metodo, o il Cash Back o il sistema a punti; i clienti però, preferiscono il cash back cioè avere restituiti i soldi subito.

Questo potrà essere a sua volta superato?

Gregorio Fogliani: Potrà essere superato perché oggi in ogni negozio in cui entra le danno una carta fidelity e alla quarta carta la lascia nel cassetto.
Il nostro concetto è quello di avere una sola carta e 50.000 locali convenzionati.

In Italia questo sistema è usato da molti o siete ancora in pochi a usufruire di un sistema così veloce e moderno?

Gregorio Fogliani: Come dicevo prima, le Poste Italiane, che penso sia la società al mondo che ha più carte prepagate, la numero 1 al mondo, usa questo sistema.

Ci sono molti, o suoi concorrenti o altre imprese, che usano servizi simili? O è un innovatore?

Gregorio Fogliani: Noi come azienda siamo stati scelti, come le dicevo, da Poste Italiane, però penso che oggi il mercato della fidelity, come può essere quello del supermercato, sia superato. La nostra forza e la nostra differenza rispetto agli altri è che abbiamo la capacità di scrivere un software sia su una qualsiasi carta che su un qualsiasi POS bancario o qualsiasi POS messo da noi. Noi interveniamo cercando di aggiungere servizi a valore aggiunto su una carta che uno ha già, non vogliamo sostituire la carta.
Inoltre, abbiamo una capacità di innovazione, quella di scrivere i software che gestiamo tramite un sistema centrale. Questo è molto importante perché semplifica molto; stiamo già facendo una sperimentazione: quello che oggi è su una carta a microchip, che sarà contactless, cioè mentre lei oggi da la carta che viene inserita nel POS e avviene la transazione, con le carte contactless basta avvicinare la carta, per cui c’è anche un fattore di sicurezza.
Stiamo poi facendo, insieme a Poste Italiane e tramite anche il MIUR, un sistema di pagamento tramite telefono cellulare, cioè tutti i servizi che oggi ho su una carta li carico su un telefonino; questo semplifica ulteriormente: invece che avvicinare la carta, avvicina il telefono.
Una cosa molto importante è che il telefonino, oltre che utilizzarlo per pagare, sostituirà, in parte, nei piccoli esercizi, il POS.
Noi siamo nati, imprenditorialmente, a Genova, ci teniamo alla città e riteniamo che essa sia una buona palestra perché è una città difficile ma è anche una città che da molte opportunità.

Quali sono le strategie future?

Gregorio Fogliani: Siamo entrati in Smart City e presto usciremo con uno o due progetti importanti, con partner molto grandi proprio su Genova.  Siccome abbiamo la possibilità di uscire con partner importanti anche all’estero, penso che presto lo faremo.
Noi abbiamo un prodotto molto interessante, come dicevo prima siamo complementari con le altre aziende, non ci riteniamo concorrenti di nessuno ed offriamo una serie di servizi che vanno dalla rete, alla tecnologia, all’innovazione, alla capacità di caricare sempre più servizi sia sul telefono che sulla carta. Anche se in futuro puntiamo ad estenderci all’estero, la nostra testa ed il nostro cuore rimangono qui a Genova.

Sulla base della sua esperienza, come vede il rapporto con la crisi mondiale dell’economia che stiamo attraversando?

Gregorio Fogliani: Ci sono due aspetti da considerare: il primo è la mancanza di fiducia generale da cui dobbiamo scuoterci, dovuto al martellamento dei media che rende le persone molto insicure, impedendo spesso di investire e guardare avanti; il secondo è la globalità, poiché nel mercato bisogna cercare di differenziarsi dagli altri. È previsto che ci sia una ripresa fra non molto, ma teniamo presente che ogni 10 anni circa c’è un riassetto del sistema, perciò penso che in fondo vi sia un’opportunità per creare concorrenza ed una migliore qualità di servizi.

 

E’ possibile vedere la video intervista al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=UsypA5lvjpQ

Da piccola a media azienda di Genova, da fornitrice di buoni pasto cartacei a co-leader nazionale di quelli elettronici. Un fatturato in costante crescita, che quest’anno sarà di circa 540 milioni e che, nel 2013 dovrebbe avvicinarsi ai 600. Una crescita incentrata sull’innovazione continua e su importanti investimenti (3 milioni di euro nel 2010, 5 nel 2011 e 7 quest’anno). L’anno prossimo, se le condizioni lo permetteranno, lo sbarco in borsa. Esso avverrà attraverso l’acquisizione di una società già quotata e con l’aiuto di un fondo d’investimento. Contatti in tal senso sono già in corso, anche se nulla è stato ancora definito quanto alla tempistiche. E questo l’inarrestabile percorso, compiuto in dieci anni, da Qui! group, società di Genova, con cinque sedi in Italia, guidata da, Gregorio Fogliani.
L’idea iniziale ha acceso i motori della realtà ligure. Trasporre su piattaforma elettronica le funzioni di pagamento dei vecchi buoni pasto cartacei. Da qui ai sistemi di fidelizzazione e di scontistica, il passo è stato breve. Per avere fin dall’avvio una platea molto ampia di clientela, Qui! group ha puntato sui grandi gruppi, in primis Enel, dal 2001 cliente per i buoni pasto, a Ferrovie dello stato, che dal 2004 è cliente, per i buoni pasto elettronici, a Consip e a Poste italiane, partner
nei circuiti di fidelizzazione, con sconti BancoPosta. Poi, ancora, Finmeccanica, Bulgari, Eni, Unicredit, Bnl., Sirti, per citare solo i maggiori. Dai buoni pasto elettronici, l’esperienza di Qui! group si è estesa alla monetica, con carte multifunzione, carte prepagate e servizi di pagamento su pos, programmi di promozione del punto vendita, sviluppo delle tecnologie dei sistemi mobili.
Oggi, oltre alle aziende, la società di Gregorio Fogliani collabora con diversi gruppi della grande distribuzione, da Auchan a Billa, da Coop a Carrefour e Bofrost.
Da settembre, inoltre, la Banca d’Italia ha autorizzato la controllata Qn financial services a svolgere il ruolo di istituto di pagamento. Sono già state distribuite oltre un milione di carte elettroniche, grazie al network formato da oltre 150 mila esercizi convenzionati e da 7 mila grandi clienti.
“Grazie all’autorizzazione a operare come istituto di pagamento, spiega Gregorio Fogliani, saremo in grado ampliare i servizi offerti alla nostra clientela in forme nuove e competitive e di rendere la nostra rete di esercizi sempre più conveniente e attrattiva.
Da poco, infine, Qui! group ha lanciato la forma di pagamento contactless e mobile, attraverso la piattaforma iPay, che rende possibile la dematerializzazione di contanti, carte di pagamento e di qualsiasi titolo di spesa, utilizzabile in modo rapido, tramite un cellulare. E la storia continua. Perché, come sottolinea Gregorio Fogliani, appena hai raggiunto un traguardo, lo archivi e punti a quello successivo”.

Qui!Group verso la borsa senza ipo.

di Stefania Peveraro

 

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Dopo aver superato la soglia dei 500 milioni di fatturato e dei mille dipendenti per il suo Qui!Group, Gregorio Fogliani, presidente e fondatore del gruppo genovese leader nel settore dei buoni pasto, secondo solo a concorrenti  esteri, pensa alla borsa.  Ma non vuole seguire la strada dell’ ipo. «Troppo lunga e complicata. Molto meglio rilevare il controllo di una piccola società già quotata a Piazza Affari, arricchirla di contenuti fondendola con Qui! Group e lanciare poi un aumento di capitale, che in parte potrebbe eventualmente essere offerto anche a un investitore istituzionale», ha spiegato Gregorio Fogliani a MF-Milano Finanza. 

«Ormai abbiamo una dimensione adeguata. Sinora abbiamo fatto tutto da soli e solo negli ultimi tre anni abbiamo effettuato 15 milioni di euro di investimenti, interamente finanziati con il nostro cash flow. Potremmo anche continuare così, ma la quotazione ci permetterebbe di fare con più tramquillità e velocità nuove acquisizioni e ulteriori investimenti in tecnologia». L’alternativa del private equity? «C’è chi ci ha contattato, ma l’approccio dei fondi non mi piace. Non piace l’idea che qualcuno entri nel capitale della mia azienda già con l’obiettivo di  uscirne dopo 4-5 anni. E poi non mi serve un partner, a meno che l’esperienza e il network di quel partner possano davvero servire per far fare il salto internazionale al gruppo. Ma per questo già il fatto di essere quotati è un bel biglietto da visita. Non solo. Anche i rapporti con le banche, che pure sono già buoni, potrebbero migliorare ulteriormente, perché essere quotati significa essere più trasparenti e avere una governance più efficiente». I tempi per la quotazione? «Non sono strettissimi, ma vorrei approfittare di questo momento in cui i prezzi di borsa sono depressi. Comunque ho già intavolato dei ragionamenti con alcune banche che potrebbero supportare il gruppo nell’acquisizione della quotata più adatta. E intanto stiamo studiando la riorganizzazione della struttura societaria e della governance del gruppo». I numeri ci sono tutti. Alla faccia della crisi. La crescita del fatturato del gruppo genovese negli ultimi anni è stata impressionante: nel 2011 Qui! Group ha toccato i 500 milioni dai 440 milioni del 2010 e dai 360 milioni del 2009 e nel 2012 punta a 540 milioni, proseguendo in un trend di crescita costante che dura da 20 anni. La redditività è per definizione bassa in questo settore, perché i costi operativi sono molto alti, ma l’obiettivo è di raggiungere un ebitda del 10% nei prossimi tre anni. A far fare il grande salto a Qui!Group nell’ultimo paio d’anni è stata certamente l’idea di diversificare il business, inserendo i buoni pasto in una carta sulla quale a sua volta possono essere caricati numerosi altri servizi, compresi quelli di carta di credito. Così Qui! Group è diventato il secondo operatore del settore dei buoni pasto in Italia con il 14% del mercato e contemporaneamente si è aperto nuovi canali di reddito. In particolare, stanno dando frutti due importanti accordi siglati nel 2010. In primo luogo, Qui! Group ha avviato una partnership con Poste Italiane, che era già cliente di Qui! Group per la fornitura dei buoni pasto ai propri dipendenti, creando e gestendo un circuito di fidelizzazione degli Oltre 12 milioni di titolari di carte di pagamento emesse da Poste Italiane, i quali possono veder caricati sulla loro carta sconti e agevolazioni presso oltre 22 mila punti vendita. E poi, sempre nel 2010, era stato costruito un altro tipo di partnership con il sindacato Cisl, finalizzata alla realizzazione e gestione di un circuito di fidelizzazione dei 4,5 milioni di associati che funziona a punti da spendere sotto forma di sconti e agevolazioni. Il prossimo passo? «Stiamo per creare una rete di Pos multi funzione da collocare in tutti gli esercizi convenzionati», ha anticipato Gregorio Fogliani, che infatti si è già portato avanti ottenendo da Banca d’Italia per la controllata services lo status di istituto di pagamento.

 

tempi.pngSecondo gli ultimi dati emessi dalla Banca d’Italia, gli italiani anche a causa della crisi di liquidità, in alternativa al contante, ricorrono sempre più spesso alle carte prepagate e ad assegni a vuoto. In calo invece le carte di credito. Le carte prepagate multiuso, in particolare, sono aumentate in modo esponenziale (+ 3,5 milioni dal 2009 ad oggi).

Del resto l’Italia dovrà prima o poi dire addio al contate, vista la manifesta intenzione del Governo di dare un vero sviluppo alla monetica seguendo la strada della naturale evoluzione dei tempi o quantomeno quella dell’adeguamento agli standard dei paesi europei ed internazionali, ben più progrediti in questo ambito.

Oltre alla necessità della tracciabilità delle transazioni monetarie per deprimere l’evasione fiscale, contro cui si sta inasprendo la guerra, rimane anche l’aspetto pratico del risparmio dei costi di stampa ed utilizzo materiali per carta e monete.

Dunque, complice anche la crisi, le banche sono più prudenti ed a fronte di un calo delle carte di credito classiche, esplodono le prepagate come alternativa al contante. L’ultimo bollettino sul sistema dei pagamenti in Italia, pubblicato pochi giorni fa dalla Banca d’Italia, conferma le nuove abitudini degli italiani ed il positivo trend della distribuzione di prepagate come attestato da tempo dagli emettitori.

Apprezzate sicuramente per i fattori di semplicità di accesso ed utilizzo, costi solitamente bassi, possibilità di monitoraggio delle spese senza rischio di dare fondo al conto ed ampia gamma di funzionalità,  ve ne sono ormai tantissime in circolazione con caratteristiche sempre più innovative.

Nella spinta alla diffusione della monetica si attesta un recente impulso proveniente dal settore dei servizi, dove a fronte anche della crescente attività di neo riconosciuti Istituti di pagamento ed alla frequente specializzazione nell’innovazione tecnologica, si registrano dati interessanti sulla distribuzione di card da parte delle società italiane attive nel mare magnum dei servizi alle aziende e alle persone.

A spiegare il fenomeno, il fatto che queste società hanno introdotto e veicolato su card, servizi di comune utilità come il buono pasto ed i programmi fedeltà, divenendo in molti casi veri e propri strumenti multifunzione su cui integrate più funzionalità e servizi, oltre a rappresentare dei sicuri sistemi di pagamento.

Lo dimostra l’esperienza del gruppo genovese QUI! Group, nata col buono pasto oltre 20 anni fa (oggi è leader italiano nel settore dei titoli di servizio per il welfare aziendale e sociale) e specializzatasi nel tempo anche nel campo dei loyalty, del convenzionamento di merchant sul territorio, dei pagamenti e della monetica.

 

Gregorio Fogliani, fondatore di QUI! Group, ha recentemente lanciato una nuovissima e innovativa piattaforma mobile per i pagamenti: iPay.

Si tratta di una rivoluzione, ed evoluzione dei metodi classici di pagamento: un sistema mobile e contactless.
In questo modo è possibile dematerializzare i contanti e aumenta la tracciabilità. E’ sufficiente un telefono cellulare e con un comando vocale o un pccolo gesto si effettuano i pagamenti ma non solo: è possibile consultare le movimentazioni, approfittare di sconti e promozioni e trovare tutti i locali convenzionati.

Grazie alla tecnologia NFC (contactless), prosegue Gregorio Fogliani, basta avvicinare il proprio cellulare di ultima generazione al lettore al lettore.

La QUI! Group conquista il settore del Mobile Payment: un nuovo successo per l’azienda. 

 

capital.png“Un telefonino non farà mai un caffè. Ma oggi può tranquillamente pagare”. Con una battuta, Gregorio Fogliani centra il senso di un’innovazione che cambierà il modo in cui facciamo acquisti. Il cellulare ha già sostituito telefono fisso, macchina fotografica e videocamera. Tra poco prenderà il posto dei contanti e della carta di credito. Una rivoluzione tecnologica alla quale stanno lavorando le maggiori banche italiane: in testa, Intesa Sanpaolo, di concerto con gli operatori telefonici, i produttori di telefonini, Google e i circuiti internazionali del credito come Mastercard e Visa. Uno dei primi telefoni-portafoglio lo ha in tasca anche Gregorio Fogliani, l’uomo che qualche anno fa aveva stupito i competitor con il pastomat, versione bancomat del buono pasto, e che ora vuole portare sul mercato uno smartphone che saldi il conto. Come quello che lui e i suoi 900 dipendenti usano per pagare il pranzo, a Genova, in uno degli oltre 50 esercizi già abilitati al servizio.

«Nella scheda del telefono, oltre al credito per chiamare, possiamo caricare denaro per fare acquisti, buoni sconto, coupon, raccolte punti e carte fedeltà». Magie del digitale e della virtualizzazione del denaro. Gregorio Fogliani ci lavora da anni. Il suo buono pasto elettronico, per esempio, ha sostituito quello cartaceo  dei dipendenti delle Ferrovie dello stato, i primi in Italia a sperimentare il sistema messo a punto da Qui! Group. Lo usano i dipendenti delle Poste, altro grande cliente dell’azienda ligure guidata da Fogliani e numero due in Italia, seconda per fatturato solo ai francesi di Accor Edenred nel settore dei cosiddetti titoli di servizio. Ma quanto a innovazione, difficile tenere testa a Qui! Group. E forse è proprio l’innovazione il filo rosso che unisce i puntini della carriera di questo genovese d’adozione, arrivato in Riviera a otto anni dal Sud.

«Bisogna essere i primi, i più veloci, fare le cose meglio e diversamente dagli altri», racconta con entusiasmo, «e per riuscirci, noi abbiamo in tasca qualcosa che ancora non esiste». Come il telefonino-portafoglio? «Per realizzarlo abbiamo sfruttato un duplice vantaggio: siamo autorizzati dalla Banca d’Italia a operare come istituto di pagamento e sappiamo costruire il software necessario per trasformare un semplice telefono in una super-carta di credito ricaricabile. E bastato mettere insieme le due cose». E moltiplicare i vantaggi. Un esempio? Le aziende posso-no caricare sul telefono dei loro manager il valore del buono pasto. Niente più ticket di carta da distribuire, tutto avviene automaticamente, come succede con una normale ricarica. Per gli esercenti di bar, ristoranti e negozi significa abbattere i costi amministrativi e di gestione, ricevere il pagamento entro 24 ore e poter contare su transazioni sicure, al pari di una carta di credito, senza i problemi del caro, vecchio buono da firmare e strappare. Smaterializzare il denaro e portarlo sul telefono equivale ad avere un telepass in tasca: si  viaggia sulla corsia riservata. Pagare è più facile che telefonare, basta avvicinare l’apparecchio allo speciale lettore della cassa. E poi, come succede già all’estero, con il cellulare salvadanaio si entra in metropolitana, e visto che nel telefono c’è scritto chi siamo, si passano anche i tornelli in ufficio. Gregorio Fogliani ci crede. E crede che questo business porterà la sua azienda a diventare qualcosa di diverso, di più grande. Parlare solo di buono pasto è riduttivo: qui si tratta di moneta elettronica in senso ampio. Già oggi quello dei buoni pasto vale parecchio, quasi 3  miliaridi di euro, e aumenta del 5% ogni anno. Qui! Group  fattura 500 milioni e cresce a una media superiore al 20%. Per portare il buono pasto sul bancomat prima e poi sul telefono ha investito 15 milioni di euro in tre anni. E all’inizio del prossimo anno conta di quotarsi a Piazza Affari.

Gregorio Fogliani è pronto per dire definitivamente addio alla carta. «Succederà fra sei anni al massimo e con lei spariranno anche il nero, i falsi e gli extra costi aziendali». Felici i suoi 7mila clienti. Di strada  ne ha fatta parecchia da quando, nel 1989, ha aperto la allora QuiTicket Service, ultima fra le altre 25 aziende che  facevano lo stesso mestiere e che oggi non ci sono più. Lui invece resta ed è pronto per andare a sfidare i francesi in casa loro. E nel resto del mondo: già nel prossimo anno, infatti, Qui! Group potrebbe chiudere alcuni accordi per operare all’estero. Lui, che ha cominciato a farsi i suoi buoni pasto quando ancora vestiva i panni del ristoratore e solo per non sottostare alle regole degli altri, di tutto questo va molto fiero. ln cuor suo,  gli piacerebbe essere ricordato come l’uomo del pasto buono, un felice gioco di parole per descrivere le tante iniziative al fianco di organizzazioni come la Comunità di Sant’Egidio, la Caritas e il Banco alimentare. «In Italia, ogni anno vanno in discarica 10 milioni di tonnellate di cibo sano. Perché non ai poveri?» E la legge a rendere tutto molto più complicato, imponendo norme e vincoli che rendono difficile portare un pasto caldo non venduto dal ristorante alla mensa dei poveri. Gregorio Fogliani, abituato alla filosofia del fare, un’idea ce l’ha e l’ha messa alla prova: a Genova, distribuisce una tessera alle famiglie più povere, vale 2 euro, ma con quella si può comprare un pasto completo al bar. A patto di andarci dopo le 2 del pomeriggio e mangiare quello che non arriverebbe a sera. Semplice. Buono.

Fonte: CAPITAL – Leggi l’articolo originale: http://www.slideshare.net/gregoriofogliani/capital-gli-aspiranti-al-titolo

 

QN Financial Services, azienda del network Qui! Group, diventa Istituto di Pagamento

 

Cresce il mondo dei servizi rivolti ad Enti, Aziende e consumatori da QUI! Group

 

Genova, maggio 2012. Banca d’Italia ha autorizzato QN Financial Services Spa, società di QUI! Group – leader nel mondo dei titoli di servizio, dei loyalty, del convenzionamento di merchant sul territorio e dei pagamenti – a svolgere sul territorio nazionale, quale Istituto di Pagamento, l’attività di prestazione dei servizi di pagamento. QN Financial Services grazie al network di QUI! Group (oltre 150.000 esercizi convenzionati e 7000 clienti) ha iniziato ad operare a livello nazionale, distribuendo già oltre 1 milione di carte elettroniche.

 

Solo i possessori di determinati requisiti e di totale trasparenza di dati e numeri, possono ottenere tale qualifica vista l’importanza del ruolo dell’Istituto di Pagamento, soggetto tra l’altro alle norme dettate da Banca d’Italia in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi erogati. In Italia sono solo 33 le aziende che hanno ricevuto dalla Banca d’Italia l’autorizzazione. Questa evoluzione sancita dalla direttiva Comunitaria 2007/64/CE, recepita con D.Lgs. 27/1/2010 N.11 nell’ordinamento giuridico italiano, ha importanti ripercussioni pratiche per la comunità poiché mira a rafforzare la concorrenza e consentirà alle aziende che operano in questo settore, un tempo territorio esclusivo delle Banche, di offrire servizi a valore aggiunto e a costi competitivi per i consumatori.

 

A crederci per primo Gregorio Fogliani, presidente di QUI! Group, che ha investito oltre 15milioni di euro in ricerca e sviluppo e che ha raggiunto quest’anno 500milioni di fatturato con una crescita negli ultimi 5 anni del 23%, con all’attivo 7000 clienti fra aziende private ed enti pubblici, grandi appalti vinti e partnership siglate negli ultimi anni ed una rete di oltre 150 mila pubblici esercizi affiliati ai propri servizi.

 

Un’evoluzione importante per Qui!Group che consolida la sua presenza sul mercato offrendo una gamma di servizi alle aziende e ai consumatori a 360° gradi. L’azienda potrà quindi dare alla propria rete di esercizi convenzionati la possibilità di offrire ai propri clienti servizi quali: il pagamento dei bollettini postali, le ricariche dei cellulari e delle carte, il pagamento delle multe e altro ancora. L’azienda ha iniziato quindi ad emettere carte di pagamento di cui potranno usufruire i già  oltre 7000 clienti diretti di QUI! Group e le centinaia di migliaia di dipendenti che oggi utilizzano il buono pasto di QUI! Group.

 

 “Grazie all’autorizzazione ad operare come Istituto di pagamento – dichiara Gregorio Fogliani, presidente della società – saremo in grado ampliare il novero dei servizi offerti alla nostra clientela in forme nuove e competitive e di rendere la nostra rete di esercizi sempre più conveniente ed attrattiva”.